L’alluvione del 1966.

Un paese alla confluenza di due fiumi.

Uno degli aspetti più sfavorevoli di Caprile riguarda sicuramente la sua posizione in quanto, per usare un eufemismo, non rispecchia esattamente un sinonimo di

sicurezza in caso di eventi calamitosi come piene e alluvioni. Il paesino infatti si trova alla confluenza di due fiumi: da un lato c’è il Fiorentina, che scende dall’omonima vallata, mentre dall’altra il Cordevole che invece nasce alla pendici del Passo Pordoi e attraversa i centri di Arabba, Livinallongo del Col di Lana e si immette in località Saviner. C’è un terzo fiume che interessa in qualche modo Caprile, ovvero il torrente Pettorina che però confluisce nel Cordevole nei pressi di Saviner e scende dal versante della Marmolada. Due fiumi che come una cintura circondano il paesino, creando una conformazione molto pericolosa nei periodi di forti piogge come quelli autunnali oppure di scioglimento delle nevi come quelli primaverili, minacciando le sponde con piene improvvise che possono danneggiare e invadere il paese di acqua.

Il 4 novembre

Il 4 novembre dovrebbe essere una giornata di festa, o quantomeno, di serenità in quanto suggella la resa dell’esercito austroungarico e la ritrovata pace in queste terre così tanto martoriate dalla guerra. Invece in tutta Italia è un periodo di massima allerta per nubifragi o eventi piovosi di forte intensità. Basti pensare all’acqua alta a Venezia, o le inondazioni in pianura, molti casi anche recenti si offrono come esempio. Ebbene il 4 novembre 1966 anche Caprile venne colpita da un’alluvione, uno degli eventi più traumatici del dopoguerra per il piccolo paesino.

Il tutto iniziò il 3 novembre, quando il tempo, soleggiato nei giorni precedenti, mutò velocemente in precipitazioni piovose miste neve di forte intensità. Da li in poi ebbe inizio un escalation che portò nel primo pomeriggio il fiume Fiorentina a riversarsi nell’abitato di Caprile. Entro sera e l’intero paese altro non era che un grande catino pieno di acqua e fango oltre a tonnellate di tronchi ammassatesi nella zona di San Marco, trascinate giù dall’impeto delle acque. Fortunatamente la maggior parte degli edifici, benché in condizioni assai pericolanti e praticamente inagibili, seppero resistere all’urto e non vennero spazzati via.

La vita riprese un po’ alla volta, ripartendo dalla gente stessa che si diede da fare per ripulire il paesino e curarlo li dove era stato ferito.

 

Fiume Fiorentina alluvione 1966
Fiume Fiorentina alluvione 1966
Tronchi alluvione Caprile
tronchi invadono Caprile dalla piena del Fiorentina
Piazza Dogliani alluvione 1966
Piazza Dogliani alluvione 1966

 

 

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