Inverno 2016: tanta o poca neve?

Le anomalie climatiche si stanno sempre più radicando nella vita quotidiana, lasciando poco spazio alla classica concezione delle stagioni come tali. Sbalzi di temperatura che colgono impreparati non solo le persone ma soprattutto la flora e la fauna di un’area geografica. Esempio eclatante nell’intero arco alpino è stata l’estate 2015 insolitamente calda e poco piovosa, seguita da un autunno mite e altrettanto povero di precipitazioni.

Se da un lato tutto ciò rappresenta una straordinaria occasione per poter entrare in sintonia con l’ambiente e praticare svariate attività all’aria aperta, dall’altro deve far riflettere sui drammatici cambiamenti che stanno interessando il pianeta Terra. Un innalzamento della temperatura che in un futuro non troppo lontano potrebbe deturpare il già fragile equilibrio del pianeta, costringendo l’intera razza umana a cambiare le proprie abitudini e ritmi di vita.

Perché questa insolita introduzione? L’inverno appena trascorso è una fulgida prova di quanto imprevedibile stia diventando il clima e soprattutto i pericoli che da esso scaturiscono. L’inverno 2016 nell’area dolomitica lo si può scindere ulteriormente in due sotto-stagioni: la prima caratterizzata da scarsità di precipitazioni mentre la seconda, al contrario, da abbondanti nevicate. La prima si è registrata il 4 gennaio, depositando al suolo pochi centimetri di neve; il clou dei rovesci nevosi è avvenuto a cavallo tra febbraio e marzo quando le consistenti nevicate hanno ricoperto il paese con una coltre di oltre 30 centimetri.

nevicate inverno 2016

Ciò ovviamente comporta pesanti conseguenze. La crisi idrica, che mai avremmo pensato potesse coinvolgere queste zone, è stato un drammatico spettro paventatosi nel mese di gennaio e per fortuna non materializzatosi. Per non parlare dello scioglimento dei ghiacciai e il pensiero non può che andare a quello ormai profondamente deteriorato della Marmolada, che non ha potuto beneficiare delle nevicate autunnali. Tutti problemi che poco alla volta emergono in superficie mostrandoci il lato sofferente del nostro amato, forse troppo poco amato, pianeta.

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